Imperialismo

Il mondo attuale e ancora multipolare, anche se 1‘intenzione di Washington e di costituire un impero mediante guerre preventive, armi di distruzione di massa, guerre economiche, guerre di propaganda calunniosa. ecc. L’imperialismo USA agisce contro il mondo multipolare: c contro l’ONU. c in particolare contro 1’Europa e contro l’OPEC. si muove da solo, e tratta : paesi diversamente l’uno dall’altro, come faceva 1’impero romano (proprie colonie, alleati, province soggette). La situazione é cambiata rispetto ai primi del ‘900: oggi le materie prime tradizionali hanno perso importanza, tranne il petrolio, chc resta la principale fonte di energia per lo sviluppo economico mondiale. Gli USA vogliono impossessarsi del petrolio. quindi mirano a controllare Afghanistan, Iraq, Arabia Saudita, Iran, Siria, Turchia, rcpubbliche ex sovietichc dcll’Asia centrale, ecc. La Cina per il suo sviluppo ha bisogno di importare petrolio e cereali, che oggi paga in dollari, ma e fortementc interessata ad ampliare gli scambi con 1’Europa e a controbilanciare la dipendenza dal dollaro. L’Europa ha creato 1’euro, diventata moneta di riserva internazionale: un terzo del debito pubblico mondiale é basato sull’euro, che comincia a penetrare nei mercati cinese e arabo; quando ha tentato di entrare in America Latina c’è stata una forte reazione (dollarizzazione). La Russia, che si vede estromessa dalle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale e ha interessi da difendere anche in Medio Oriente, cerca alleanze con la Cina e 1’Europa. L’Africa è escusa dallo sviluppo è preda sanguinante di appetiti imperialisti. L’occupazione USA in Medio Orienie e nell’Asia centrale scombussola gli attuali equilibri: è chiaro che l’azione imperialista contro i paesi arabi serve a controllare le risorse energetiche mondiali, e quindi lo sviluppo economico dell’Europa e della Cina: per questa ragione I’imperialismo è il nemico principale. L’Europa reagisce tentando di difendersi, di impedire I’occupazione arrogante degli USA in Medio Oriente e in Asia centrale e di accelerare il suo processo di unificazione interna; la Russia manifesta apertamente il suo disaccordo con Bush; la Cina sara costretta a mettere in primo piano gli aspetti negativi della globalizzuzione. Sono abbastanza d’accordo con Freeman, pienamente d’accordo con Gattei. Anche Vittorio Parola ha indicato la necessità di spingere la contraddizione Europa-USA considerando le aggregazioni regionali una realtà dell’oggi. Altri non hanno le idee chiare: 1. vedono una funzione dello Stalo nazionale e non la realtà delle aggregazioni regionali, e sono contrari agli accordi regionali (Carchedi); 2. vedono nascenti mire cspansionistiche dell’Europa – secondo polo, paragonato alla Germania hitleriana – mentre Washington, primo polo, ha in corso una crisi strutturalc del capitalismo, e il terzo polo e costituito da Cina, Russia e India: per questa visione il secondo polo, 1’Europa, e più pericoloso del primo, l’imperialismo USA; 3. vedono la contrapposizionc agli USA dell’alleanza Parigi- Berlino-Mosca-Pechino e del gruppo afro-asiatico e non vedono 1’Europa (Sorini, che cita Samir Amin). Al contrario, I’Europa carolingia deve essere ben configurata, in quanto è un’entitâ regionale con una comune storia e cultura, che deve sviluppare alleanze, e non deve demandare la propria politicaa due soli paesi. Manca la visionc del cambiamento rispetto al ‘900: non a caso nessuno degli interventi ha spiegato perché I’URSS e crollata; al contrario sono riemerse posizioni bordighiste e trotzkiste, ci si adagia in un analisi politica che fossilizza il vccchio per cui si giunge ad un pensiero metafisico; manca la volontà di proposta politica ed economica su come cambiare questo stato di cose. In pratica, vengono esposte teorie staccate dalle lotte sociali, che non sanno indicare un mondo diverso. Non esistono oggi le condiziori per rispondere con la rivoluzione allo sviluppo del capitale e alle guerre imperialiste. Non dobbiamo avere paura di sporcarcı le mani: I’Europa è una realtà; dobbiamo accettarla e lavorarci dentro. Lenin, Stalin, Mao Tse Tung hanno saputo fare accordi e sviluppare tattiche adeguate alla situazione concreta del loro tempo. Le lotte politiche e sociali assumeranno sempre èpiù un carattere europeo: i lavoratori delle ferrovie hanno già dato l’esempio con lo sciopero europeo del 18 marzo.

Lo sviluppo della teoria rivoluzionaria e del programma politico dipende dalla nostra volontà: abbiamo sufficiente esperienza e conoscenza per realizzarli.

Noi dobbiamo porci ed agire come artefici della vita futura; i capitalisti vogliono vogliono solo mantenere il potere.

I problemi immediate da affrontare sono: sciogliere la NATO, rendere l’Atlantico più largo. L’esercito europeo dovrà avere soltanto finalità di difesa. 2. costruire una politica estera europea che sviluppi verso gli altri paesi accordi trasparenti e che salvaguardi gli interessi reciproci, in particolare con i paesi produttori di petrolio, svincolandosi dal cappio delle multinazionali; 3. sviluppare all’interno dell’Unione Europea dei punti fermi sulla democrazia e basare i rapporti tra i paesi membri sul reciproco rispetto e su scelte di comune accordo; 4. garantire la piena partecipazione del popolo alle scelte fondamentali nella economia, nella politica e nella organizzazione della società; 5. lottare per una superiore qualità della vita che garantisca un’occupazione stabile, il potere d’acquisto dei salari e servizi sociali.

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