Il problema del lavoro in un mondo che cambia

Un futuro ipotetico                 di Osvaldo Pesce

Assumiamo, a livello ipotetico, l’avverarsi delle seguenti previsioni. – Metà della forza lavoro mondiale sarà sostituita nei prossimi decenni da macchine o algoritmi: nell’industria la rivoluzione tecnologica sarà molto più semplice (senza operai ma con tecnici per far funzionare gli impianti), in altri settori sarà più complessa. – La trasmissione dati rivoluzionerà telefonia e telecomunicazioni. – Negli ospedali tutto può essere automatizzato; si potranno inserire nel corpo sensori che controlleranno lo stato di salute (di chi potrà permetterselo); la gravidanza sarà extracorporea. – Ci sarà lo sviluppo di un nuovo livello dell’elettronica (sistema di comunicazione G5); auto, camion, metro, treni, aerei saranno senza guidatore/pilota, i bambini potranno andare a scuola senza autista. In particolare, per le auto (Tesla, ecc.) e per i camion sono previsti 4 stadi di sviluppo: 1) il sistema non riceve informazioni sufficienti/corrette dall’esterno (occorre ancora un guidatore vigile); 2) Il guidatore interviene solo quando lo ritiene opportuno (ancora guidatore vigile); 3) l’auto agisce automaticamente di fronte ad ostacoli imprevisti o nelle manovre, per es. di parcheggio (guidatore parzialmente vigile); 4 l’auto giunge da sola a destinazione, senza alcun intervento umano (assenza di guidatore). L’informazione sull’ambiente esterno (traffico, clima) avverrà ogni 3 secondi. – Cambiamento dei modi di vita in seguito all’automazione e alla telecomunicazione capillare. Necessità di controllo della popolazione (7 miliardi sono troppi), cercheranno di dare un reddito di cittadinanza escludendo gli immigrati perché non ci sarà lavoro. – Grandi multinazionali come Amazon, Microsoft e Google stanno sviluppando progetti spaziali privati (per esempio, puntando a colonie di ricchi su Marte), anche in base alle ricerche su un possibile collasso ambientale della Terra. Dal punto di vista della tecnologia in generale, Europa, USA e Cina si troveranno indietro rispetto alla Corea del Sud e al Giappone. – Per l’ing. Kurzweil di Google la “singolarità tecnologica” – cioè il punto in cui il progresso tecnologico accelera oltre le capacità di comprensione/previsione degli umani – accadrà nel 2045: l’intelligenza artificiale si combinerà con quella biologica. Dal 2030 cominceranno ad essere sviluppati nanorobot da collocare nelle arterie e la corteccia cerebrale sarà connessa in “cloud”. – La “delocalizzazione” della produzione (alla ricerca di una diminuzione del costo del lavoro) è già in atto da tempo:per esempio negli USA stessi una fabbrica di auto (25.000 auto all’anno al prezzo di 90.000 dollari ciascuna) è stata spostata dalla California al Nevada dove non ci sono tasse e i salari sono 12 dollari l’ora invece di 25. Però questo processo andrà “in saturazione”; ci si può chiedere dove e come gli imprenditori potranno far crescere i loro profitti. Dovremmo proporre una riflessione e lavorare su come lottare per il lavoro in un mondo in rapido cambiamento. Per mantenere un controllo razionale sulla suddetta evoluzione, si dovranno elaborare e attuare proposte socialmente ed economicamente valide per evitare lo sviluppo di una società di pochi privilegiati, assistiti da una classe di ricercatori, tecnici e forze dell’ordine, quest’ultime organizzate in modo da tenere a bada una massa di emarginati ridotti ad un livello a mala pena sufficiente per poter sopravvivere. D’altra parte, anche questa ipotesi di drastico calo di popolazione e povertà di massa appare incompatibile con un’economia che ha comunque un crescente bisogno di consumatori. Occorre costruire un nuovo modello sociale in contrapposizione a questo. E’ necessario organizzare un convegno sul futuro che ci aspetta, non a breve scadenza ma ben organizzato con esperti, che abbia impatto sull’opinione pubblica. Gli intellettuali dovrebbero collaborare con maggiore decisione (anche tramite i mezzi di comunicazioni di massa) con le forze più coscienti e combattive della società per rendere i cittadini e i lavoratori consapevoli delle conseguenze di un progresso tecnico che cambia le prospettive di vita e di lavoro di tutti.

maggio 2017

 

 

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