L’elezione del presidente negli USA e l’Europa

Gli USA sono lo stato più potente del mondo e quindi è comprensibile l’interesse che si crea attorno all’elezione del Presidente. La scelta negli ultimi decenni ruota attorno a due soli partiti,quello democratico e quello repubblicano anche se abbiamo visto in queste ultime elezioni un certo cambiamento con l’inserimento del socialista Sanders che si è poi conclusa con un accordo interno al partito democratico. Per inciso il Partito democratico americano si chiama così non nel significato che noi diamo a questo termine ma come scissione del partito democratico-repubblicano nel lontano 1792,in seguito sostenne lo schiavismo negli stati del sud mentre il partito repubblicano ,che portava avanti gli interessi degli industriali,era per l’abolizione.

Come si schierano i governi europei nelle elezioni nel paese che mantiene una egemonia sul vecchio continente risalente alla seconda guerra mondiale? In modo molto prudente e senza mai specificare apertamente quali sono i punti da sostenere nei rapporti con Washington.

Alcuni esempi. Il trattato commerciale transatlantico,TTIP,qualcuno lo vuole,qualcuno no,nessuno che dica in modo chiaro che lo strapotere previsto nell’accordo che le multinazionali avrebbero nei confronti delle leggi degli stati europei è semplicemente da eliminare. Le sanzioni economiche contro la Russia e il posizionamento della NATO ai suoi confini sono elementi che causano gravi danni all’economia della Unione Europea,Italia in particolare,mantengono un clima di conflittualità negativo e pericoloso e rappresentano una grave limitazione all’indipendenza e autonomia dell’Unione Europea.

Quando in Europa ci si pone il problema di quale presidente americano sia meglio per noi,ci si dimentica che gli USA guardano in primo piano ai loro interessi e quindi noi dovremmo guardare ai nostri. In Italia i mezzi di comunicazione si sono concentrati su aspetti secondari come le frasi di Trump sulle donne o i retroscena familiari della coppia Clinton,una certa sinistra poi,malata inguaribilmente di provincialismo,considera politicamente corretto quello che suona come “democratico” senza guardare alla sostanza delle cose e quindi meglio la Clinton a Trump a prescindere. C’è poi da dire che i faccia a faccia televisivi tra i due contendenti per la Casa Bianca sono stati desolanti dal punto di vista dei contenuti. La riapertura dell’inchiesta decisa dall’FBI sulle mail della Clinton ,oltre ad essere la spia di forti contrasti interni negli USA ,rimette in discussione i sondaggi che davano vincente la candidata dei democratici.

Che dire dunque:meglio Clinton o meglio Trump?

Il viaggio di Renzi in America con varie personalità anche dello sport e dello spettacolo è sembrato uno scambio di favori,da una parte la propaganda di fatto per il voto degli italo-americani per il successore di Obama,ovvero la Clinton,dall’altra il sostegno dell’amministrazione americana uscente a Renzi in vista del referendum costituzionale. In realtà i sondaggi hanno detto che l’appoggi di Obama sposterà pochi voti a favore del SI’ nel referendum voluto da Renzi,l’aspetto prevalente diventa dunque l’ipoteca che ,ammesso e non concesso che vinca la Clinton,il partito democratico americano ha messo sulle scelte future del governo italiano. Ovvero,in cambio di un ruolo maggiore dell’Italia in Libia e nel Mediterraneo,leggasi un aumento delle quote di petrolio all’ENI nella storica rivalità che la oppone ai francesi,la fornitura delle basi NATO ed il sostegno alla politica USA verso la Russia e la Germania da parte dell’Italia.

La politica di Obama è stata del tutto negativa per l’Europa,soprattutto ha favorito il mantenimento ed il rafforzamento della rivalità tra i maggiori paesi europei,compresa l’uscita dalla UE della Gran Bretagna.

Al contrario l’Europa ha bisogno di una politica indipendente,autonoma ,pacifica,di respiro internazionale,per interagire alla pari con le altre grandi aree economiche e l’Italia,dal canto suo,non deve continuare a cedere alle sirene d’oltre Atlantico.Se il governo Renzi pensa che fare della Sicilia una grande portaerei sia la soluzione ai problemi è del tutto fuori strada.

Alla domanda quindi chi sia meglio dei due contendenti alla presidenza americana,stando alle loro dichiarazioni politiche,la risposta è,guardando al futuro dell’Europa ,che le posizioni della Clinton sono sicuramente peggio.

rossoeblu

novembre 2016

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