Milano, riemerge il malaffare

A pochi giorni dalle elezioni europee, a un anno scarso dall’apertura dell’Expo milanese, chi e perché svolge un’inchiesta giudiziaria arrestando Angelo Paris (direttore pianificazione e acquisti di Expo 2015 S.p.A.), Luigi Grillo (ex senatore FI) e altri, tra cui due protagonisti di Tangentopoli (1992), Primo Greganti (PDS poi PD) e Gianstefano Frigerio (DC poi FI)?

Titolari dell’inchiesta i pubblici ministeri Gittardi, del pool Boccassini (Direzione distrettuale antimafia) e poi anche D’Alessio, del pool Robledo (reati contro la pubblica amministrazione), le due “squadre” da tempo in polemica tra loro al Palazzo di Giustizia di Milano (per es. sull’assegnazione alla Boccassini del caso Berlusconi-Ruby, o sul ritardo nell’indagine su Formigoni-S. Raffaele) .

Si era partiti dalla ‘ndrangheta nella sanità lombarda (ASL di Pavia e ospedale S. Paolo di Milano) , e anche ora si tratta di corruzione per aggiudicarsi sia gli appalti per Expo sia le opere per la Città della Salute a Sesto S. Giovanni. Non sono proprio bruscolini: 800 milioni di euro di appalti già assegnati, 120 milioni ancora da definire, per Expo; i lavori sono ancora al 45%, dei 60 padiglioni sono in costruzione solo due, l’italiano e il tedesco. A Sesto sono previsti 320 milioni di euro per la bonifica dell’area ex acciaierie Falck, di cui 40 per la parte in cui dovrebbero sorgere le nuove sedi di Istituto dei Tumori e Carlo Besta, che costeranno 450 milioni (le mazzette versate o promesse sommerebbero a un milione di euro).

E’ chiaro a tutti che la rete di corruttori già operante ai tempi di Tangentopoli continua a funzionare a pieno regime, e tuttora coinvolge imprenditori (il costruttore vicentino Enrico Maltauro e la emiliana Manutencoop ) e partiti. Quella del corruttore è una vera e propria professione, che del metodo di governo attuato dai partiti nella prima e seconda repubblica è proprio parte integrante e necessaria. Tutto questo deve finire, corruttori pubblici e privati devono essere cacciati dal tessuto economico e dall’attività politica.

Il centro della corruzione è a Milano, che nonostante la crisi resta il territorio più ricco che fa gola agli imprenditori come ai partiti come alla criminalità organizzata.

Occorre però domandarsi anche chi viene danneggiato politicamente da questo ennesimo scandalo. In Italia, come in tutto l’Occidente, gli scandali sono un vero e proprio metodo di governo, servono a regolare i conti tra uomini di potere: Dominique Strauss-Kahn fu liquidato con un’accusa di stupro dalla corsa a presidente della repubblica francese nel 2011; nel 2013 il candidato a sindaco di New York Anthony Weiner rinunciò per uno scandalo di sesso virtuale; ancora nel 2013 in Baviera dei politici della CSU (alleati della Merkel) stipendiavano dei parenti come assistenti; ora il governo Cameron è investito da scandali di sesso e alcool dei parlamentari, mentre la ministra della cultura s’è dimessa per le polemiche sui suoi rimborsi spese.

Berlusconi è indebolito dalla sua condanna e dagli arresti di Marcello Dell’Utri, autodichiaratosi “prigioniero politico” a Beirut, e di Claudio Scajola (che stava aiutando la latitanza dell’armatore ed ex deputato FI Matacena arrestato a Dubai), ma può cercare di rifarsi citando l’ex ministro del Tesoro USA, Timothy Geithner, che in un libro rivela un complotto di “alcuni funzionari europei” nell’autunno 2011 per far cadere il suo governo: “volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti del Fondo Monetario all’Italia fino a quando non se ne fosse andato”. Geithner afferma che rifiutò e puntò sul presidente della BCE Draghi; resta il fatto che Berlusconi a metà novembre 2011 cedette il governo a Monti. Ma come mai Geithner ha aspettato 3 anni per fare queste rivelazioni?

Chi viene colpito dallo scandalo milanese è Renzi, che sbotta: “Vogliono usare questa occasione per attaccare anche il Pd”; è un punto a favore dei 5 stelle, che denunciavano da tempo l’Expo come un tangentificio:”Per noi l’Expo è un’opera che non si deve fare. Occorre lanciare un segnale all’estero, dimostrare che questo è un paese serio. Invece, con la scusa della fretta, si crea il malaffare”; annullare tutto “è l’unico modo per dire: è pieno di malaffare, non si può fare” dichiara il loro deputato Alessandro Di Battista.

Da Expo 2015 ci si aspetta però l’arrivo di 20 milioni di persone con un ritorno economico pari a quattro punti di PIL (se è un calcolo ragionato o un pio desiderio si vedrà solo l’anno prossimo). Per Renzi “l’Expo è una occasione troppo grande per buttarla via” “ se ci sono problemi con la giustizia si devono fermare i responsabili e non le grandi opere”. Quindi vuole come supervisore di Expo 2015 Raffaele Cantone, magistrato anticamorra ora all’Autorità anticorruzione, affiancato da avvocati, magistrati contabili ed esperti di contratti: come verranno scelti? Con quali e quanti compromessi coi partiti? date le innumerevoli esperienze di lottizzazione, ci aspettiamo che copriranno ciascuno la sua bottega e non concluderanno nulla. Intanto l’amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A., Giuseppe Sala, chiede alla commissione parlamentare antimafia di “alleggerire le procedure senza venir meno al principio di legalità”, cioè di allargare le maglie dei controlli, e si aspetta un coinvolgimento diretto del governo.

Le responsabilità politiche sono grandi: Expo 2015 S.p.A. è stata costituita dal governo italiano, dalla regione Lombardia, dalla provincia, dal comune e dalla camera di commercio di Milano. Nel tempo si sono defilati la Moratti, Pisapia e Formigoni. Ora il presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni, mette le mani avanti: la nomina di Cantone “sarà utile se avrà poteri investigativi che noi non abbiamo” ”se potrà dialogare con la Procura per scoprire questi intrecci sotterranei che hanno portato all’inchiesta, se avrà dei poteri analoghi al ministro dell’Interno per accedere agli atti”.L’Expo può ancora essere un’occasione per rilanciare il settore dell’agro-alimentare di qualità e del turismo,settori in cui l’Italia ha una posizione di eccellenza nel mondo.Questo nuovo scandalo dovuto ad un sistema di intrecci tra politica ed appalti che la Tangentopoli di 20 anni fa non ha modificato,rischia di distruggere quelo che c’è di positivo nel nostro paese ed i pochi aspetti di positività di questo evento.Renzi per l’opinione pubblica è responsabile,in quanto capo del governo,di ciò che stampa e tv evidenziano cone allarmi sociali,gli scandali lombardi e le tifoserie violente (mentre la grave crisi ucraina è relegata nelle pagine interne),e per fronteggiare questi eventi viene distolto dalle riforme che ha propagandato e promesso in tempi brevi.Forza Italia si sta autodistruggendo ma anche il PD non può restare com’è,anzi è già diviso.Dopo le elezioni europee chi sarà il nuovo commissario per l’Italia?La questione è delicata,Berlusconi aveva nominato Monti e la Bonino che non si sono certo comportati da alleati nella politica nazionale. A marzo D’Alema e Renzi andavano d’amore e d’accordo:”Siamo d’accordo su tutto,facciamo parte della stessa squadra,non solo in quanto Partito Socialista Euroopeo,ma per una visione condivisa” diceva quello,”Credo che dovremo mandare in Europa le persone più forti che abbiamo”,rispondeva questo.Ad aprile D’Alema è alla convention della minoranza PD mentre Renzi apre la campagna per le europee e nomina uomini di Enrico Letta all’ENI e alle Poste (mentre li aveva esclusi da governo e sottogoverno).A maggio invita Renzi e CGIL a smussare i toni e polemizza con gli euroscettici.Renzi in Europa potrebbe preferire D’Alema e Letta per assicurarsi governabilità.Non dimentichiamo che Renzi si è confrontato con la Merkel sulla politica di bilancio in pareggio;il superamento del limite del 3% nel rapporto deficit/PIL  era nel suo programma per le primarie ma i cenni del governo al riguardo vengono rintuzzati dagli eurocrati e dal ministro delle finanze tedesco Schaeuble.Nella stessa Italia la politica di tagli agli stipendi dei managers pubblici irrita la casta.E’ sul piano economico che si gioca il futuro di Renzi.

Da questo sfascio emerge che occorre costruire una linea ed un movimento politico non elettoralistici ma in grado di mobilitare la grande maggioranza del popolo italiano contro speculatori finanziari,sfruttatori e corruttori,per esigere investimenti pubblici in grado di creare lavoro e rilanciare l’industria e l’agricoltura.

Sic

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