Emergenza coronavirus – Messaggio di O.P. a Join Gaetano Lo Presti on skype 10/03/2020

——— Forwarded message ———
Da: Osvaldo Pesce <osvaldopesce28@gmail.com>
Date: mar 10 mar 2020 alle ore 05:26
Subject: Re: Coronavirus —— Join Gaetano Lo Presti on Skype
carissimo, ho seguito con interesse il dibattito, molto interessante, non solo mi ha chiarito alcune lacune.
Se mi permettete vorrei sottolineare alcuni aspetti importanti per la popolazione ed il dopo epidemia, ma anche per arginare la propagazione del contagio ed il disastro dell’economia, non esiste una esperienza storica uguale a
quella che stiamo vivendo.
Che fare?

A= Garantire la copertura sanitaria a tutti i cittadini senza considerare l’età ed il sesso (il piccino, il ragazzo/e,l’uomomaturo, i nonni/e ecc.);
B= Accettare che il Coronavirus (covid 19) non è una influenza. Per avere il vaccino occorre tempo ( tra un anno e
un anno e mezzo);
C= In Lombardia i posti di rianimazione sono terminati, i posti letto sono insufficienti, per cui all’interno degli
ospedali si sviluppa il contagio e quindi non solo nelle zone infette. Sino all’ottavo giorno il virus rimane benigno,
dopo subentra una infezione polmonare della durata di tre settimane. Consideriamo che anche il malato guarito
dalla epidemia può riprenderla. Importante cercare di regolare i contatti tra persone.

Non c’è medicina(antibioticiecc.) che può fermare l’epidemia.
Una domanda: perchè l’Esercito, il volontariato, gli studenti di medicina ecc. non vengono mobiliati, organizzati,
centralizzati alla grande e non in modo sparso?
Si é dimostrata troppa lentezza dei governanti nelle decisioni, troppo ripensamenti, da anni troppi tagli alla sanità pubblica, anche in questo momento sono emersi troppi interessi particolari di importanza elettoralistica, troppe incapacità di affrontare il nuovo, cioè l’epoca delle tre grandi velocità ( trasferimento merci, trasferimento di persone,comunicazione) e oggi possiamo aggiungere il trasferimento delle malattie. Ancora, la rivoluzione  tecnologica ed informatica, la globalizzazione ed il nuovo modo di lavorare ecc.
Secondo statistiche (fatte con gli stessi criteri) sulla Corea del Sud, ma anche su Wuhan e provincia, la
percentuale di mortalità in Italia é superiore a quella dei due posti citati.
Nelle dichiarazione di Conte si è parlato di riprendere la produzione di prodotti medicali, questo non è negativo, ma conoscendo i tempi quando si provvederà in merito? Con la globalizzazione molti settori produttivi sono stati
delocalizzati, si pensi che anche i principi attivi per analizzare il tampone del virus non si producono in Italia, ma in Cina.
Le piccole imprese, i lavori atipici, i piccoli commercianti, i lavoratori a partita IVA, i negozi, i pensionati ecc., con la crisi economica che imperversa con ferocia dopo l’apparizione della Pandemia sta creandosi per loro una situazione catastrofica, qui necessitano misure coraggiose, esempio far diventare indeterminato il lavoro a tempo determinato, sostenere i più deboli, effettivamente diminuire le tasse, rendere dinamica la società civile.
Il Paese non può permettersi di arrivare a 10 milioni di infettati, assolutamente non possiamo permetterlo. Non si può accettare la morte del 20% degli infettati e, attenzione, gli infettati sono superiori a quelli conosciuti. Non è possibile assistere ad un ulteriore indebolimento delle attività produttive in un paese già colpito da una recessione spaventosa. le parole che sentiamo sono “chiudetevi in casa”.
Prendiamo atto della situazione reale e da subito, si deve pensare al futuro, perciò l’obiettivo è di mettere in moto
l’economia, in primo luogo bloccare i mutui, sostenere il piccolo commercio, immediatamente fare investimenti in tutti i settori, tutelare assolutamente la salute e garantire il sostegno alle famiglie. In questo quadro è fondamentale garantire il lavoro (niente licenziamenti o serrate o delocalizzazioni). Bisogna investire sulla ricerca, al contrario proseguire come si è fatto sino ad oggi, diventa un crimine.
Subito, subito occorre mettersi con lena e slancio al lavoro. In primo luogo interrogarsi chi può portare avanti subito questa strada? Sicuramente non quei governanti che hanno dimostrato di non avere capacità e neppure coloro che al presente e nel passato hanno la responsabilità di aver portato il paese a questo punto.

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