Emergenza conoravirus – Messaggio di O.P. ai compagni di pennabiro.it 24/03/2020

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Da: Osvaldo Pesce <osvaldopesce28@gmail.com>
Date: mar 24 mar 2020 alle ore 02:48
Carissimi,
molti richiedono risposte ai giusti interrogativi che si manifestano e che tutti ci poniamo. Cercherò nelle mie
possibilità di rispondere ad alcune cose,anche se tutto quello che dirò non mi è stato richiesto, ma penso
perdonerete il mio osare:
1) In un filmato italiano riguardante il coronavirus ho visto in TV un africano ricoverato in rianimazione; ho letto
di due albanesi ricoverati sempre per il coronavirus (marito e moglie, lei cameriera in un ristorante a Fiumicino ed il marito idraulico ) che avevano infettato i familiari e varie persone. Teniamo presente che in un paese cattolicocome l’Italia non si è molto propensi a fare distinzioni di razza o colore. Non lasciamoci influenzare da voci buttate li.

Non abbiamo dati sulla nazionalità dei ricoverati, personalmente so che in Tunisia o in Iindia ecc. si
manifesta il corona cod19, ma si conosce poco di questi paesi perché mancano strutture sanitarie e strumenti
necessari per individuarlo. E’ evidente che molti indicano soluzioni per vincere la pandemia, non sono in grado
di giudicare.
2) In Sud Corea ed in Cina ho visto lavare le strade ed i marciapiedi con del disinfettante mescolato con acqua,
cosa che a Milano non ho notato nel mio rione, spero che il disinfettante non sia sparito, mi risulta invece che il
lavaggio è stato fatto a Mogliano Veneto ecc.
3 )Senza voler fare il catastrofista, ho notato negli ultimi tempi una diminuzione della forza del gettito di acqua e
lo ho collegato al fatto che negli ultimi tre mesi del 2019 le precipitazioni d’acqua sono state il 31% in meno
rispetto alla norma, mentre nel mese di gennaio e febbraio del 2020 le precipitazioni sono state meno del 75%
della norma. Ancora, ho l’impressione che la chiusura programmata di centrali nucleari in alcuni paesi europei,
soprattutto in Francia, potrebbero creare in futuro difficoltà ai nostri consumi elettrici, visto che ne siamo
dipendenti.
4) I governanti ed i partiti parlamentari del nostro paese non sanno che fare, sono degli incapaci, sono un giorno
sul melo e un altro sul pero, sfruttano elettoralmente ogni mossa e si scordano sempre dell’essere umano,
questi sono crimini. I dirigenti sindacali come si dice in Sicilia sono ” i pupi “.
Come fanno a chiedere di fare “squadra nazionale”? Si guardi in faccia: Borelli della Protezione civile, sembra
sperduto, così l’On. Speranza. Non parliamo della preoccupazione del sindaco Sala di Milano, pari a quella di
Nicola Zingaretti che va a prendere l’happy houar in un bar dei Navigli di Milano, in pieno coronavirus, per
dimostrare che siamo difronte ad una influenza di stagione.
5) Paesi della UE come la Repubblica Ceca o della Nato come la Turchia, mettono le mani su prodotti
d’emergenza destinati all’Italia ( mascherine, respiratori).
Ciò incrina i rapporti di fiducia tra paesi europei, già tesi, dopo l’ultima farsa dell’elezione del Presidente del
parlamento europeo, decisa in anteprima tra governanti francesi e tedeschi.
6) La globalizzazione voluta dal capitale finanziario ormai è fallita, si è dimostrata anche trasportatrice di malattie oltre che di crisi economica senza precedenti.
7) Sembra di rivivere nel paese ricordi passati, storicamente superati tra nord-sud Italia. Nell’affrontare la difficile situazione attuale, irta di pericoli, in questi giorni mi ha ricordato, per certi aspetti, l’esperienza degli anni 70, quando certuni vociferavano pericoli di colpi di stato di fronte al terrorismo e alle lotte dei lavoratori.
8) Importante, dobbiamo saper cogliere anche i pensieri positivi per una società diversa che nascono in questo
periodo di catastrofe, in primo luogo un bilancio della storia di lotta dei lavoratori , cosa significa essere in una
società tra uguali, riprendere e sviluppare sul piano filosofico ed economico le teorie che hanno guidato le lotte
degli operai, dei contadini e dei popoli oppressi per essere in grado di affrontare le nuove realtà e i cambiamenti
avvenuti nella società.
Non dobbiamo aver timore di dire : c’è bisogno di un Partito, non si può vincere una guerra senza avere un quartier generale ed una organizzazione. Occorre ragionare in questo modo: con una piccola tribù non si è nessuno, con una grande tribù si vince. Per cui è decisivo per chi vuole il cambiamento della società odierna unire i rivoluzionari su una linea comune e ripensare positivamente di costruire l’unità di tutti i vecchi e nuovi lavoratori.
Da tanto tempo non si parla di internazionalismo, è il momento di riprenderlo in particolare per l’unità di lotta dei lavoratori europei.

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