distrutti i simboli del razzismo e dei negrieri

Distrutti i simboli del razzismo e dei negrieri
A Bristol in Inghilterra e in diverse decine di Stati negli USA in seguito alla uccisione di George Floyd
I governanti del nostro paese vanno alla ricerca di “ unire” tutti, vedi l’uscita di Conte con la proposta degli Stati Generali: maggioranza, opposizione, settori professionali, scienziati, sindacalisti ecc. col pretesto “ci troviamo tutti nella stessa barca”; anche se costoro non sanno dove andare e cosa fare, stiamo assistendo, di colpo, ad un importante cambiamento in alcune società a capitalismo avanzato, certuni addirittura potrebbero anche usare l’espressione in modo “epocale”.
Ci riferiamo al fatto che negli Stati Uniti e nel Regno Unito decine e decine di statue e monumenti storici vengono abbattuti dai manifestanti pro Floyd o tolti dalle stesse istituzioni con votazioni locali, oppure in procinto di toglierle sotto pressione popolare.
Due paesi in cui c’è stata una forte immigrazione. Oggi cadono i vecchi simboli dello schiavismo e del razzismo. L’abbattimento di questi simboli vuol dire che la lotta è forte ed importante ed è andata al di là delle manifestazioni. Ricordo, che dopo la caduta del muro di Berlino, i suoi resti rimasti a simbolo hanno assunto altri valori e non quello originario dato dalla DDR.
In Italia solo un quotidiano ed il TG24 di Mediaset hanno dato alcune notizie di questi avvenimenti, gli altri mezzi d’informazione hanno dato poca importanza o hanno ignorato l’accaduto.
Invece cos’è realmente accaduto:
1) A Bristol (Regno Unito) i manifestanti pro Floyd hanno distrutto e poi gettato a mare il monumento di Edward Colston perché il personaggio, vissuto dal 1636 al 1721, era un commerciante coinvolto nella tratta degli schiavi (84.000 tra uomini, donne, bambini con una mortalità del 19%) e nel traffico di zucchero e altre merci prodotte dagli schiavi, nonché membro del parlamento.
B) In quasi tutti gli Stati degli Usa ci sono state manifestazioni con abbattimento di monumenti, di statue tra le quali quella di Robert E. Lee, di Edwar W. Carnack, di Williams Carter Wickham, scritture, bandiere e anche qualche incendio contro luoghi che ricordavano i Confederali ed il passato schiavista.
Basta poco per capire che l’informazione contenuta, come descritta, è di dimensioni diverse, molto più estesa. La lotta popolare, il suo impeto, la determinazione e la consapevolezza mette in discussione e cancella le statue immobili, ferme che rappresentano il passato e la storia dei razzisti e dei negrieri. Non è questo un cambiamento culturale?
Provate a pensare ad una città come Milano o Roma senza monumenti a Vittorio Emanuele o a personaggi storici coinvolti nel fascismo. Come sarebbero?
Dobbiamo avere la capacità di cogliere questo momento. Se osserviamo con più attenzione quello che è avvenuto in questi tre mesi, non solo nei paesi anglosassoni, ma anche in Europa ed in Italia ecc., qualche cosa è cambiato nella società e cambierà ancora molto.
Alcuni esempi:
Il modo di lavorare. Con il lockdown si è passati velocemente all’introduzione dello Smart Working, in realtà telelavoro, cioè facendo lo stesso lavoro ma a distanza, senza garantire sicurezza, senza mensa, isolati dai colleghi ecc.. Per il Consiglio Comunale di Milano per ristrutturare la società, il problema principale è diventato che ci vogliono le biciclette, non invece l’acquisto di computer moderni per chi deve lavorare a casa con propri strumenti obsoleti. Quindi, anziché migliorare i trasporti urbani ed interurbani per chi è obbligato andare a lavorare, ad esempio da Lodi a Milano è meglio farsi il tragitto andata e ritorno pedalando.
La scuola è stata rovinata, questi mesi vuoti, questo sbandamento, questa incertezza peseranno ancora di più sulla preparazione del giovane studente che si ripercuoterà negativamente nella sua crescita e futura vita.
Coloro che oggi sono considerati benestanti, diciamolo al condizionale per non essere negativi, potrebbero entrare in povertà totale. Non parliamo soprattutto della disoccupazione ed degli altri problemi.
Dobbiamo chiederci del perché la Movida è stata esaltata, anche se le famiglie, la gente normale non ci va, preferisce ambienti più tranquilli. Forse per dare sfogo a un malessere?
In conclusione, gli avvenimenti si sviluppano mentre le masse lavoratrici sono ferme, non vi sono lotte di rilievo, pare che tutti se ne stiano alla televisione a guardare cosa succede, mentre quelli che “contano” sono nel “ barcone” per cercare di stare a galla e, se possibile, trovare con “gli Stati Generali” una sistemazione personale o per il loro orticello.
Così non va bene. Come possiamo distinguerci da questo putridume che ci circonda?
Essere dentro al mondo del lavoro, e unire tutto ciò che si può unire per fare massa e costruire la lotta per una nuova società. Impariamo a non perdere tempo e sprecare energie.
Osvaldo Pesce

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